mercoledì 21 maggio 2014

Cose che dovete sapere su di me

Ho sempre avuto due certezze.
La prima è che odio lo sport.
Ogni sport.
Mi irrita fare fatica. Sudare. Lo sforzo fisico mi sembra un'inutile spreco di energie.
Ed è un'opinione che ho strutturato e rafforzato negli anni.
Perchè non è stata un'irragionevole presa di posizione.
Ginnastica artistica. Nuoto. Pattinaggio artistico. Ginnastica ritmica. Pallavolo. Basket. Acqua Gym. Capoeira.
Ho dato allo sport innumerevoli possibilità di conquistarmi. Di farmi sentire bene con me stessa. Di farmi sfogare e rilassare.
Ogni volta la stessa conclusione. Bestemmie mentre preparo la borsa. Bestemmie mentre vado. Bestemmie durante. Bestemmie dopo. Trascinata solo dal bilancio economico di non aver buttato via i soldi dell'iscrizione.
La seconda è che ho serissimi problemi con tutto ciò che è vagamente femminile e mi riguarda.
E' più forte di me.
Che sia una risposta acida a un complimento, o un saccone per nascondermi le tette, io proprio non mi ci trovo.
Ogni volta che devo abbandonare la mia divisa di jeans e adidas mi sento a carnevale. "Ok, a questo matrimonio mettiamoci i tacchi e travestiamoci da donna".

Alla lezione di prova - rigorosamente scelta come ennesimo pigro esperimento per vicinanza della palestra rispetto a casa - mi è bastata la coreografia di riscaldamento.
"Cammina!" è stata l'istruzione urlata da Gloria.
E lì, traballante sulle mezze punte, con i miei pantaloncini di Decathlon comprati mesi prima perchè "magari ogni tanto andiamo a correre" (ma quando mai?), con la mia manina attorno al palo e i calzini a righe, mi sono sentita per quattro secondi bellissima.
Poi l'istruzione successiva di Gloria è stata "Onda!" e l'incanto è svanito. Ero di nuovo una ranocchia goffa e imbarazzata.
Ma avevo già deciso. Volevo fare quello.
Pole Dance.

Oggettivamente questa non è la mia strada. Cioè non mi viene affatto bene.
Faccio onestamente cagare. Ci metto il doppio delle altre allenatissime e magrissime e ventenni ragazze a imparare le cose. Il mio tono muscolare inesistente è stato un enorme ostacolo ad ogni progresso. Il mio riflesso in mutande nello specchio mi mette ancora a disagio. Non c'è stata una volta in cui non mi sia fermata bestemmiando a metà serie di addominali. Ma non c'è stata una volta in cui abbia saltato la lezione perchè non ne avevo mezza. Anzi, la aspetto con ansia a metà della settimana a cancellare ogni scazzo.
Ho degli obiettivi. Imparata una cosa la si perfeziona e si passa a qualcosa di più difficile.
Difficile è la parola chiave.
Perchè è fatica e lividi. Fa male, a volte malissimo rimanere attaccati. Fa paura ritrovarsi a testa in giù e non sapere più da che parte scendere. Per alcune cose serve una forza che ancora non ho.
Ma mi piace tantissimo.

Per dovere di cronaca mi sento anche di precisare che - a differenza di molti ambienti femminili - non c'è della stupida competizione. Ammiri a bocca aperta quella che riesce subito con grazia e naturalezza a fare tutto. Inciti con cori da stadio chi ha paura a lasciarsi andare. E parte l'applauso di gruppo quando finalmente a quell'altra viene quella cosa che provava da settimane. Anche questo mi piace un casino.

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