lunedì 18 maggio 2015

Pole dance - gioie e dolori



Fase 1 : Night of the living dead

L'inizio - se come me si è campioni olimpionici del pisolino sul divano - è un trauma.
Per i primi mesi di pole non è pensabile di fare più di una lezione a settimana perchè per i quattro giorni successivi è una sfida anche piegarsi per allacciarsi le scarpe.
Ti dicono che poi migliora ma in quei momenti maledici di non esser mai andata in palestra perchè il tuo corpo ti manda chiari segnali che gli stai sul cazzo.

Segue scambio di messaggi avvenuto realmente dopo la prima lezione di pole...




Fase 2 :  Scar tissue that I wish you saw

La complessiva sensazione di essere un protagonista di un film di Romero - e non l'eroe che alla fine si salva ma l'infetto a cui sparano in testa nella prima scena - pian piano svanisce.
Ma non credere di aver espiato anni di pigrizia solo perchè la mattina dopo pole non invochi più la morte.
Per compensare l'imbarazzante forza da criceto che hai nelle braccia sarai una merda totale nell'arrampicata e zapperai disperatamente con i piedi pur di stare su con il gradevolissimo risultato che nel crocefix l'effetto sarà così realistico che sembrerà che ti abbiano inchiodato davvero.
La connettivina ti accompagnerà per settimane ma ci vorrà del tempo per abbandonare definitivamente quell'estetico mix di livido-spellatura-escoriazioni-crosta sul dorso del piede.

Fase 3 : Walk like an egyptian

Tutto fa male. E fa un male fottuto.
Il burroso interno coscia che si spappola nel layout.
La pelle tenerina delle ascelle nello skater.
La ciccetta dietro il ginocchio nel gemini.
Il cucinetto ciccioso sopra il ginocchio nell'hang back.
Ogni maledetta figura è dolorosa.
Quando non è più questione di muscoli diventa questione di denti stretti e tenere duro.
Quando la pelle si abitua si passa alla figura dopo e si sollecita una nuova parte.
Quando non fai una cosa per un po' di tempo e torni indietro scopri che la pelle si disabitua pure ed è come tornare all'inizio. Segue una lunga serie di improperi.
Se pensavo che la mia mozzarellosità fosse lo scoglio più grande, sopportare il dolore è la cosa spesso più difficile.

Fase 4: She's a maniac

Lividi.
Lividi ovunque.
Lividi come se piovesse.
Lividi a badilate.

Roba che ci rimani quasi male se dopo una lezione non ne spunta neanche uno.
Dai, onestamente. La fase 4 in realtà ci piace. Sono medaglie al valore. Ce li mostriamo a vicenda con orgoglio perchè sappiamo quanto ognuna di quelle macchiette viola vuol dire fatica e sacrificio.
E poi tra i non-pole-dancer il livido è il modo migliore per spiegare cos'è la pole dance.
Perchè se mi riduco come un cazzo di dalmata è passione, determinazione, lacrime e sangue. Non certo per agitare le tette in faccia alla gente.


1 commento:

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